Emergenza Cybercrime: una prospettiva globale

Le statistiche globali più recenti indicano che trascorriamo sempre più tempo online. Uno stile di vita che crea innumerevoli opportunità – ma anche nuove sfide, in particolare sui temi della sicurezza informatica e della privacy. L’aumento della consapevolezza sui rischi legati al cybercrime ha un impatto sui bisogni e i comportamenti dei consumatori? La nostra ricerca “Emergenza Cybercrime”, pubblicata oggi, esplora questo tema più nel dettaglio: facendo leva su di un’estesa analisi che ha coinvolto 13.000 persone in 12 paesi, siamo ora in grado di avere una visione più chiara delle attitudini dei consumatori nei confronti del rischio cybercrime.

Alcuni trend emergono nel confronto dei risultati dei diversi paesi; ad esempio la percezione del rischio differisce a livello geografico e in base al genere; appare inoltre urgente la necessità di una maggior formazione e consapevolezza dei consumatori per cogliere l’obiettivo di ridurre il rischio di cadere vittima del cybercrime. Vediamo ora alcuni elementi più di dettaglio.

La minaccia del cybercrime è in crescita

I crimini informatici si presentano sotto diverse forme quali malware, ransomware, account hacking, furto d’identità, phishing o data breach, solo per citarne alcuni. Un tema sempre più presente sui media a livello mondiale, sia che si tratti di notizie relative ai nuovi data breach, sia che si tratti di attacchi su scala internazionale come quello portato dal ransomware WannaCry nel maggio 2017.

I crimini informatici possono avere un impatto disastroso sulle vittime. Nella nostra ricerca abbiamo scoperto che il 33% delle persone è stato direttamente o indirettamente coinvolto in casi di furto d’identità e il 65% ha ricevuto false chiamate, email e SMS. Il 56% è stato vittima di hacking del proprio profilo social o dell’account email e il 55% è stato oggetto di transazioni finanziarie fraudolente.

Questi dati non sono sorprendenti, considerata la mancanza di consapevolezza riguardo la sicurezza online. Alcuni dati significativi:

  • Un terzo dei consumatori (35%) crede erroneamente che il Wi-Fi pubblico sia, per legge, completamente sicuro
  • Meno della metà degli intervistati (46%) sa che https:// indica che il sito è più sicuro
  • Un terzo delle persone (33%) non si rende conto che usare la stessa password per più account è pericoloso.

Il livello di preoccupazione cambia nei diversi paesi

Le strategie e le modalità di attacco dei cybercriminali diventano sempre più sofisticate; questo fa si che aumenti il livello di preoccupazione dei consumatori, anche se la percezione varia nei diversi paesi oggetto della ricerca. Ad esempio, il Brasile è il paese con il più alto il livello di preoccupazione, seguito dagli Stati Uniti al secondo posto; agli ultimi posti si collocano i paesi del Nord Europa.

RankingPaesePercentuale di consumatori preoccupati del cybercrime
1Brasile87%
2USA75%
3Spagna73%
4UK69%
5Francia 67%
6Italia63%
7Turchia60%
8Germania51%
9Danimarca44%
10Norvegia44%
11Finlandia42%
12Svezia40%

Inoltre, gli intervistati manifestano molta più preoccupazione per i crimini informatici rispetto ad altre tipologie di crimine: se il 61% dei consumatori sono molto o abbastanza preoccupati dal cybercrime, solo il 52% degli intervistati è preoccupato per i crimini legati alla proprietà (es. furto d’appartamento), il 54% per i crimini verso la persona (es: aggressione), il 45% per il furto dell’auto. In ogni caso, la preoccupazione sembra crescere con l’età: coloro che hanno tra i 18 e i 24 anni hanno dichiarato di aver maggior timore per i crimini fisici rispetto ai quelli informatici, ma dall’età di 35 anni in poi la percezione si inverte.

Perdere l’identità

Una delle più grandi paure tra le persone coinvolte nella ricerca è quella di essere vittima del furto d’identità. Il rischio connesso a questo tipo di crimine è infatti particolarmente elevato: non solo le vittime spesso incorrono in ingenti perdite finanziarie, ma al tempo stesso la cosiddetta “impersonificazione” potrebbe compromettere seriamente la loro reputazione. Inoltre, le conseguenze legate a questo tipo di cybercrime possono estendersi per mesi o addirittura anni, comportando spesso notevoli difficoltà di risoluzione. La posta in gioco è alta, e la ricerca indica come i consumatori vogliano accrescere la loro preparazione in merito al cybercrime, a come proteggersi e a come identificare e risolvere le minacce a cui sono soggetti.

Questo è un tema che ci sta molto a cuore: da oltre 40 anni affianchiamo i nostri clienti nei settori bancario, assicurativo e delle telecomunicazioni, aiutandoli a comprendere le paure, i bisogni e i gli interessi dei consumatori, per sviluppare servizi che ne incrementino il livello di fidelizzazione e di engagement. Siamo convinti che quando un brand comprende le motivazioni e le attitudini dei suoi clienti, è in grado di instaurare con essi relazioni più profonde e durature.

Questo è il motivo per cui crediamo che questa ricerca sia importante: indica ai brand che i consumatori di tutto il mondo sono preoccupati per il cybercrime e che sono alla ricerca di chi li possa supportare.

Sul mercato esiste quindi una reale opportunità per i brand, che possono offrire ai loro clienti maggior sicurezza per i propri dati e la propria identità, rispondendo così a un bisogno quotidiano nelle vite dei consumatori. I brand che sapranno cogliere e vincere questa sfida guadagneranno la fiducia dei consumatori, ottenendo un vantaggio competitivo decisivo in termini di quote di mercato e fidelizzazione dei clienti.

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